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Tra poco ho 25 anni e non so come o perché ma non mi sento in ansia.

Partiamo dal presupposto che una persona come me che si è tatuata “watch me grow” come simbolo che nessuno ci corre dietro, non può permettersi di aver ansia di un compleanno - ma io non ce l’ho davvero e devo dire che questo mi ha stupita.


Per quanto suoni brutto ammetterlo crescendo sono sempre stata una persona un po’ invidiosa, quello che facevano gli altri dovevo ottenerlo anch’io e se non ci riuscivo allora non ero alla loro altezza. Sono arrivata al punto di togliermi da LinkedIn perché vedere qualsiasi persona che avesse ottenuto una posizione di lavoro che volevo io mi faceva dubitare di tutto.

Ero arrivata ad un punto dove i successi degli altri mi davano fastidio, una cosa orrenda.


Solo alla fine del 2022 ho iniziato a cambiare molto anche il mio modo di vedere le cose, piuttosto di voler ottenere tutto subito la mia nuova filosofia è diventata quella di plants my seeds - “piantare i miei semi” - finché continuo a fare ciò che mi piace e qualcosa crescerà, senza la fretta di voler ottenere tutto subito.


È così è stato quest’anno, prima con Cives, e i riconoscimenti che abbiamo ottenuto, e poi con la Commissione Europea (aka il lavoro dei miei sogni).


Non so come spiegare come questo ragionamento così semplice sia riuscito a farmi fare un re-set della mia mentalità, ma meno male che è successo.


Adesso non voglio essere una di quelle persone che “è tutta colpa del capitalismo” - ma sicuramente questa società non ci aiuta e per persone come me era diventato impossibile rimanere attiva sui social (da LinkedIn a Instagram mi sembra che tutti mi stessero sbattendo in faccia i loro successo).

È una sensazione liberatoria realizzare all’alba dei miei 25 anni che non ho ansia delle “tappe della vita” - anzi se continuare a crescere significa migliorarsi così bring it on.

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